Piante da Orto in Idroponica - L'orto di Nonno Nino

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Piante da Orto in Idroponica

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Che cos'è l'agricoltura idroponica? Per semplificare, possiamo dire che l'idroponica è la coltivazione delle piante fuori suolo, ovvero senza terra e grazie all’acqua, nella quale vengono sciolte sostanze nutritive adatte per far crescere le piante velocemente e in salute. In breve, è la coltivazione delle piante in acqua.

 

Agricoltura idroponica: cos’è e come funziona?

Vediamo come funziona esattamente l’idroponica e –  più in generale – come vengono strutturate e realizzate le colture da agricoltura idroponica. L’idroponica – ovvero la coltivazione senza suolo o fuori suolo – prevede l’impiego di un substrato (generalmente la perlite) in cui al suo interno viene inserita la pianta da orto allevata in cubetto di torba e con l’azione dell’acqua e sostanze nutritive disciolte al suo interno.
Una pianta che non riceve le giuste quantità di ossigeno nella zona delle radici muore asfissiata, anche se riceve la giusta quantità di acqua e nutrimenti. Non a caso, una delle cause più frequenti di morte delle piante acquatiche è l'eccessiva quantità d'acqua irrorata durante le sessioni di irrigazione. Per questo, è fondamentale accertarsi che le piante coltivate in idroponica ricevano anche la giusta quantità di ossigeno e quindi di aria, tramite l’utilizzo di apposite pompe aria collegate a delle pietre porose che fungono da ossigenatori, e vanno inserite all’interno dell’acqua.  


Nella coltivazione idroponica, come abbiamo visto, l'acqua sostituisce il terriccio. Quando le radici sono sospese nell'acqua in movimento, assorbono rapidamente sia le sostanze nutritive che l’ossigeno. Se la quantità di ossigeno risulta insufficiente per il bisogno della pianta, la sua crescita sarà lenta. Se al contrario la pianta sarà correttamente ossigenata, la pianta crescerà più velocemente e in salute. Lo scopo di chi si occupa di agricoltura idroponica é bilanciare la combinazione di acqua, nutrienti ed ossigeno, secondo le necessità delle piante al fine di massimizzare produzione e qualità.


 

Come coltivare in sistemi DWC

Esistono diversi sistemi di coltivazione in idroponica, quello proposto  per le piante da orto è il DWC
(Deep Water Culture). E’ uno dei sistemi più diffusi, sia a livello amatoriale che industriale. Il DWC è composto da un serbatoio con coperchio forato, all’interno del quale è posizionato un vaso a rete con il substrato (generalmente perlite). Per garantire il giu sto apporto di ossiggeno, all’interno del serbatoio è posizionata una pietra porosa collegata ad un aeratore esterno (un ossigenatore).
Quando si effettua il primo “trapianto”, bisogna inserire la pianta all’interno della perlite, aggiungere acqua al serbatoio lasciando circa 1 cm dal fondo del vaso a rete. Immergere la pietra porosa e attivare l’ossigenatore.
Quando la soluzione di acqua e nutrienti sarà quasi terminata, bisogna effettuare il rabbocco con una nuova soluzione. Se la soluzione di acqua e nutrienti viene preparata da voi, allora sarà necessario e molto importante controllare l’EC e il PH. Il PH generalmente dovrebbe stare intorno al 6/6,5 mentre l’EC 1.8. Ovviamente sono valori medi indicativi, andrebbe valutata la coltura della pianta al suo interno.

Agricoltura idroponica: i vantaggi

Il grande vantaggio offerto dall’agricoltura idroponica è senza dubbio la possibilità di coltivare ovunque, anche dove non c’è terreno o non c’è il clima ideale per poter avviare determinate coltivazioni di tipo tradizionale. Con questo sistema è possibile avviare una coltivazione anche in verticale, un metodo che consente di risparmiare spazio. Inoltre, l’agricoltura idroponica consente un controllo maggiore della gestione delle risorse idriche e nutrizionali e un certo risparmio di acqua grazie al recupero e al riutilizzo del flusso idrico. A questo si accompagna anche una migliore gestione dei nutrimenti erogati alle piante, perché c’è la misurazione e il controllo totale delle sostanze nutritive, senza dimenticare poi – come anticipato sopra – il vantaggio nel controllo delle malattie legate ai parassiti tipici delle coltivazioni tradizionali, perché – non essendoci il terreno – viene ridotto al minimo anche il rischio di animali pericolosi e anche erbe infestanti. Tutto questo porta dei vantaggi anche sull’ambiente: con le coltivazioni idroponiche è possibile ridurre in modo sensibile sia gli sprechi dei nutrimenti che le dispersioni d’acqua, ma anche l’uso di diserbanti e sostanze chimiche, dimostrandosi così un tipo di coltura decisamente più sostenibile di quella tradizionale in terra.
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